Lo Stemma

O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta,speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen.

S. FRANCESCO D’ASSISI, Preghiera davanti al Crocifisso.

Lo Stemma Episcopale dell’Amministratore Apostolico

Il “capo” dello scudo è occupato dal simbolo dei Francescani (il braccio di Cristo incrociato con il braccio di San Francesco e con la croce sullo sfondo, entrambi con le mani mostranti le stimmate) in ossequio all’appartenenza di Padre Giuseppe all’Ordine dei frati Minori Conventuali.

tre rami di palma identificano i Patroni di Terni, di Narni e di Amelia, rispettivamente San Valentino, San Giovenale e Santa Firmina, tutti e tre martiri da cui il riferimento alla palma del martirio. Il colore della partizione è in oro, primo tra i metalli preziosi, simbolo quindi della prima virtù, la Fede, per la quale i tre santi hanno affrontato il supplizio del martirio.

La stella, classico simbolo dell’iconografia mariana, sta ad indicare Maria, nostra Madre Celeste, Vergine fatta Chiesa, alla cui protezione P. Piemontese affida la Diocesi e il proprio ministero pastorale. Il monte, è un chiaro riferimento a Monte Sant’Angelo, luogo d’origine del Vescovo, come pure al Sacro Convento di Assisi, edificato sul colle del Paradiso.

Le ali angeliche, che sormontano il monte, rimandano all’arcangelo San Michele, venerato da oltre 15 secoli nel santuario a lui dedicato in Monte S. Angelo. L’azzurro è il simbolo della incorruttibilità del cielo, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.

IL MOTTO

Misericordia et laetitia

Il tema della misericordia è al centro dell’annuncio evangelico. Ai nostri giorni i Papi lo ripropongono con accenti accorati  perché gli uomini siano incoraggiati a non disperare e a confidare in Dio, che è Padre di misericordia. San Giovanni Paolo II, dopo l’enciclica “Dives in misericordia”, ne ha fatto un tema importante del suo pontificato fino alla istituzione della festa della Divina Misericordia.

Papa Francesco non tralascia discorso per invitare credenti e non credenti a lasciarsi raggiungere dalla misericordia di Dio.

Francesco d’Assisi iniziò il suo percorso di conversione quando “usò misericordia” verso i lebbrosi e nella lettera ad un ministro lo esorta ad essere misericordioso senza misura. E proprio in stile francescano si vuole ricordare che alla misericordia va unita la letizia.

Il messaggio che si vuole annunciare è che l’intera esistenza, benché costellata di errori, di sofferenze e di peccati, acquista valore e gusto particolare se accompagnata dalla esperienza della misericordia di Dio e dalla perfetta letizia di Francesco d’Assisi.