PNRR e tutela del patrimonio culturale in Calabria, un progetto da 190 mila euro

Rogliano, messa in sicurezza del campanile

Valorizzazione del ruolo civico e identitario del monumento dedicato a San Giorgio Martire

Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la tutela del patrimonio culturale italiano si configura come una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile dei territori e per il rafforzamento della loro capacità di affrontare i rischi naturali, in particolare quelli di natura sismica. La protezione dei beni storici e dei luoghi di culto, oltre a rispondere a esigenze di conservazione, assume un valore strategico per la continuità culturale e sociale delle comunità, soprattutto nei contesti caratterizzati da una lunga stratificazione storica.
In tale scenario si colloca la Missione 1 – Cultura, Componente 3, Misura 2, Investimento 2.4, dedicata alla sicurezza sismica dei luoghi di culto, al restauro del patrimonio storico e alla salvaguardia delle opere d’arte in situazioni di emergenza. Coordinato dalla Direzione Generale Sicurezza del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, il programma ha finanziato oltre 400 interventi sull’intero territorio nazionale, confermando un impegno strutturale verso edifici di elevato valore simbolico e identitario.
Tra gli interventi realizzati in Calabria rientra la messa in sicurezza sismica del campanile della Chiesa di San Giorgio Martire a Rogliano, finanziata con risorse PNRR per 190.000 euro e attuata dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. I lavori, avviati nell’aprile 2025, si sono conclusi nel dicembre dello stesso anno, nel rispetto del cronoprogramma. La chiesa di San Giorgio sorge nel rione Donnanni ed è il monumento più rappresentativo di Rogliano. In stile romanico-rinascimentale, fu costruita nel 1544 con tufi locali sulle fondamenta di un edificio risalente all’XI secolo. L’opera fu realizzata da maestranze roglianesi insieme a un certo “mastro Geronimo”, il cui nome è scolpito su una colonna interna del lato destro della chiesa con la sigla “Mr. HIERS.Cr.”, probabile abbreviazione di Magister Hieronimus creavit: una firma silenziosa che attraversa i secoli e restituisce dignità ai saperi artigiani del territorio.
Il massiccio campanile, corpo di fabbrica isolato alto oltre 22 metri, domina piazza Altilmari e rappresenta da secoli un riferimento visivo e simbolico per l’intera comunità. Non solo elemento religioso, la torre ha storicamente svolto anche funzioni civiche, fungendo da presidio urbano e da strumento di regolazione della vita quotidiana.
Un ruolo centrale è stato svolto dall’orologio pubblico, realizzato nel 1757 dal maestro Matteo Veltri di Lago. Pur collocato su un edificio ecclesiastico, l’orologio era proprietà dell’Università — l’odierno Comune — che ne curava la gestione con fondi pubblici. I suoi rintocchi scandivano il lavoro nei campi, le attività artigiane, le celebrazioni religiose e gli eventi civili, trasformando il campanile in una vera torre civica e in un dispositivo sociale capace di sincronizzare il tempo collettivo.
Dal punto di vista urbano, il campanile costituisce una vera emergenza architettonica: la sua presenza verticale organizza lo spazio pubblico circostante, dialoga con le quinte edilizie del centro storico e contribuisce a definire l’identità del rione Donnanni. La sua conservazione rafforza oggi il legame tra patrimonio costruito e paesaggio urbano, riaffermando il valore dei luoghi storici come elementi vivi del tessuto sociale.
Prima dell’intervento, la torre presentava un diffuso stato di degrado, con infiltrazioni d’acqua, lesioni murarie, disgregazione delle malte, ammaloramento degli intonaci e deterioramento degli impalcati lignei. Il progetto ha previsto il consolidamento delle murature mediante iniezioni di leganti a base di calce, la realizzazione di intonaci armati interni con sistemi fibrorinforzati, nuovi cordoli strutturali, il risanamento dei solai, la sostituzione delle travi portanti delle campane con elementi in acciaio e il rifacimento della copertura per garantire una corretta regimentazione delle acque meteoriche.
Gli interventi sono stati guidati da principi di minimo impatto, reversibilità e rispetto della materia storica, con l’obiettivo di coniugare sicurezza strutturale e autenticità architettonica. Il Responsabile Unico del Procedimento è stato l’Ing. Umile De Marco, Vicedirettore dell’Ufficio Tecnico – Beni Culturali dell’Arcidiocesi Metropolitana di Cosenza-Bisignano. La progettazione e la direzione lavori è stata svolta dall’Arch. Paolo Fiorillo. L’esecuzione degli interventi è stata realizzata da Appaltitaly Consorzio Stabile rappresentata da sig. Italo Fiorita.
Il recupero del campanile di San Giorgio restituisce oggi alla comunità di Rogliano non soltanto un manufatto consolidato, ma un simbolo rinnovato di appartenenza e continuità: un bene storico più sicuro, valorizzato e pronto a continuare a scandire il tempo della vita collettiva, proiettando la memoria del passato verso le sfide del futuro.

condividi su