Mons. Francesco Nolè: “ogni paternità viene da Dio”.

Gli auguri dell’Arcivescovo per la Festa di S. Giuseppe ai sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli laici dell’Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano

Carissimi amici, in occasione della festa del glorioso S. Giuseppe, voglio rivolgermi a voi, Cristiani dell’Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano, seppure nella tristezza per le tante vittime dell’epidemia che aumentano in maniera esponenziale, essenzialmente per tre motivi:

Il primo è per augurare a chi porta il nome di “Giuseppe”, i Sacerdoti, i Religiosi e le Consacrate e i fedeli, la felicità e il bene che il vostro cuore desidera, anche in questi giorni difficili!

Il secondo motivo è per far sentire la mia vicinanza alle comunità parrocchiali di Serra Spiga, S. Gaetano, Acri e Scigliano, che si gloriano di avere S. Giuseppe come loro Patrono. Nonostante la mancanza di festeggiamenti esterni, la vostra devozione e la vostra preghiera certamente non verranno meno, perché questi giorni tristi per la società e per la Chiesa passino presto attraverso la sua potente intercessione. Non rimpiangete troppo l’esteriorità, perché il Signore guarda il cuore!

Il terzo è per augurare a tutti i papà la riscoperta del meraviglioso dono che Dio vi ha fatto, facendovi partecipi della Sua paternità. Il Padre vero e unico è Dio, lo sappiamo, come  ci ricorda S. Paolo: «Ogni paternità viene da Dio» (Ef 3, 15).  ma ha voluto fare partecipe di essa l’uomo in maniera tutta particolare e ricca di significati diversi: esiste infatti la paternità fisica e quella morale, la paternità spirituale e quella legale, la paternità affettiva e quella adottiva, e così via. Infatti, quante volte abbiamo detto o ci siamo sentito dire: “tu per me sei come un padre!”.

E’ trascorsa già una settimana di “clausura familiare” e possiamo cominciare a porci delle domande alle quali ancora facciamo in tempo a dare risposte positive. Chiediamoci: la nostra responsabilità di papà di famiglia, di Padri nella fede, come il Vescovo, i Sacerdoti, i Religiosi, si è rafforzata o si è incrinata, in questi giorni di dura prova ?

Provati dal non-fare e sfidati a utilizzare il tempo per entrare in noi stessi e riscoprire le grandi potenzialità di bene, di perdono, di pazienza, di sete di cultura, di spiritualità, di valori veri che si nascondono nel profondo del nostro cuore e del nostro essere, abbiamo superato la prova o ci siamo lasciati andare a scoraggiamento, nervosismo, impazienza o altro? Ognuno di noi dia la risposta che scaturisce dal cuore, in tutta verità; facciamo ancora in tempo ad essere migliori! Ho voluto inviarvi gli auguri dalla Cappella dell’Episcopio, dove ogni sera, unito a voi, alle 19.00, celebro l’Eucaristia e invoco Maria SS.ma del Pilerio, e dove veneriamo questa bella e significativa immagine di S. Giuseppe che poggia il capo stanco e la sua stessa vita sul petto di Gesù.

Chissà quante volte Maria e Giuseppe avranno sentito le consolanti parole di Gesù: «venite a me voi che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò» (Mt 11, 28). E Giuseppe, confidando in queste parole, alla fine di una giornata di lavoro, poggia teneramente il capo sul petto di Gesù, per trovare ristoro e serenità. Ecco l’esempio da imitare e Colui al quale ci dobbiamo rivolgere, perché anche la nostra paternità sia costantemente rivolta a Colui che Gesù ci invita a chiamare “Padre” per affidargli la nostra vita, ripetendo spesso,  durante la giornata: «sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra».

Ancora auguri cordiali ai “Giuseppe” e a tutti i papà della Diocesi e, permettetemi, un saluto caro ai Seminaristi del Seminario Arcivescovile “Redemptoris Custos” ed ai loro formatori, perché l’intercessione di S. Giuseppe, da loro invocato come Patrono, accresca sempre più in loro il desiderio di custodire, attraverso il ministero ordinato, il corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. Vi saluto e vi abbraccio di cuore.