Concluso il IV Campo Diocesano delle Famiglie


Lorica, 5 – 7 Luglio 2019

“Amare nella fragilità”, questo il titolo del quartocampo diocesano delle famiglie, svoltosi a Lorica, alla presenza di mons.Francesco Nolè, che ha accompagnato gli sposi della diocesi in un percorso diformazione sull’amore relazionale di coppia, tenuto da Don Piero Frizzarin,consulente familiare dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano; e dai coniugiBeniamino e Angela Donnici, rispettivamente psichiatra e psicologocollaboratori dell’Ufficio diocesano di Pastorale Familiare, promotoredell’evento.

L’amore non è una cosa che si può insegnare, ma è la cosa più importante da imparare”. Questa frase di San Giovanni Paolo II risuona ancora oggi attuale e necessaria. Specie di fronte a uomini e donne, portatori di un’immaturità umana e affettiva che impedisce loro di amarsi fino in fondo, fino alla fine.

Risulta assai evidente nei fidanzati che chiedono di unirsi in matrimonio: arrivano alle nozze impreparati, sia dal punto di vista della fede che da quello umano. Mancano di  maturità e di valori che consentano loro di riconoscere e accogliere le proprie fragilità; cosicché alla prima fatica relazionale non vedono altra soluzione se non quella di separarsi.

“La maturità di fede e lamaturità umana devono necessariamente andare insieme; senza valori umani ilsacramento del matrimonio non trova la basi su cui appoggiarsi”. Sono le paroledi monsignor Nolè che ha ringraziato don Frizzarin per aver parlato alle coppienella verità, partendo dalla realtà umana degli sposi.

Ci sono coppie in cui uomoe donna vivono distanti senza condividere nulla; altre in cui, al contrario,c’è una totale fusione. Questi due tipi di coppie sono destinate ad avere vitabreve; poiché nel primo caso i due sono come estranei; nel secondo, uno dei duesi sta sottomettendo all’altro rinunciando alla propria individualità. Esisteperò un altro tipo di coppia che non solo si ama e riconosce la libertà altrui;ma condivide un progetto di vita che inizia col fidanzamento e non si concludecon la celebrazione delle nozze.  “V’è unsolo amore nella coppia, ma tanti matrimoni”: la vita dei coniugi muta con ilmutare delle esigenze della famiglia. Di fronte ai cambiamenti e alleintemperie che vive, la coppia umanamente matura resiste poiché la sua unionenon dipende da uno dei due coniugi o semplicemente dal reciproco affetto, madal progetto di coppia che i due condividono e attraverso il quale custodiscono,ravvivano e curano il loro amore. In questo caso, per usare un’espressione didon Piero Frizzarin, l’uomo e la donna non rimarranno 1+1 (come negli altri duetipi di coppie); ma la loro somma darà 3: gli sposi  lasceranno spazio aDio perché dimori fra loro, perché possano dirsi reciprocamente:  “Eccoci,tu e io, e io spero che tra noi due Cristo sia il terzo” (T.R.). 

Ma come aiutare le coppie di sposi in difficoltà? Quali strumenti offre la nostra diocesi?

Questo il tema della seconda parte del campo, guidata da Beniamino e Angela Donnici: dopo averci presentato le cause profonde delle crisi, hanno ricordato che l’atteggiamento di misericordia e di profonda umiltà dei coniugi, è quello che più di ogni altra cosa aiuta a ristabilire il dialogo di coppia e quindi la comunione familiare.

Beniamino e Angela Donnici da tempo offrono laloro disponbilità per curare le famiglie ferite della diocesi, collaborando conl’Ufficio di Pastorale Familiare.  

La nostra Diocesi ha anche altre risorse a servizio delle parrocchie per andare incontro a chi chiede aiuto.

Il gruppo Untempo per la coppia, guidato da Nandino e Pina Sergio, composto da dodicifamiglie, con la collaborazione di don Luigi Bova, organizza week-end perfidanzati e sposi con l’obiettivo di prevenire le crisi.

Lacasa sulla roccia, diretta da Gennaro e Luisa Falcone, èun punto di riferimento per incontri di spiritualità; luogo di preghiera e dicrescita spirituale per le coppie di fidanzati e di sposi e, più in generale,per ogni battezzato.

IlConsultorio diocesano “La Famiglia” da più di dieci annioffre un servizio gratuito di consulenza individuale  e di coppia sui diversi tipi di fragilità.

Retrouvaille,un salvagente per la coppia, è un’associazione internazionale che ha comereferenti nella nostra diocesi Paola e Angelo Cozza: offre un aiuto concretoalle coppie in crisi invitandole a seguire un programma che punta allariconciliazione.

Queste realtà fanno parte della Commissione che l’Ufficio di Pastorale Familiare coordina con l’obiettivo primario  di essere antenna capace di percepire i dolori e le fatiche delle coppie e intervenire per sanare le situazioni di bisogno del nostro territorio.

Contemporaneamente al campo degli adulti, si èsvolto il campo dei figli grazie al prezioso lavoro degli animatori di Animatema di Famiglia

 Giulia e Ludovico, Dhorotea, Andrea e Hilda, Ludovica, Francesco e Monica hanno accompagnato bambini e ragazzia  in un percorso sul servizio, quale segno di amore vero e gratuito nella reciprocità da vivere in famiglia.

Hanno invitato i bambini ad amare e a dirlo con lavita, attraverso gesti concreti di accoglienza, obbedienza e collaborazione perchéAmare è servire.

Il campo si è concluso con la celebrazioneeucaristica, presieduta da mons. Francesco Nolè che nell’omelia ha offerto unariflessione per le famiglie e per tutti coloro che con forza e coerenzavogliono seguire Gesù Cristo, quindi anche agli operatori di pastoralefamiliare chiamati a essere mansueti, sobri e lieti.

L’invito finale è stato quello di prendere il Vangelo e di chiedere al Signore “Chi sono io per te? e tu per me chi sei? Fermarsi e trovare la risposta: è una carezza che il Signore è sempre disposto a donarci ma che non sempre siamo disposti a ricevere”.

Gianluca Marino e Zaira Sorrenti

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